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I peti nel cinema e nella commedia: una storia culturale

La barzelletta sul peto è considerata la forma di umorismo più antica — e nella storia del cinema ha subito una notevole evoluzione: dal tabù taciuto dell'era Hollywood fino al rivoluzionario peto di 'Blazing Saddles', fino all'effetto scientificamente documentato dell'umorismo sui suoni corporei sul cervello. Nessun'altra barzelletta corporea ha plasmato così durevolmente la storia della commedia.

Blazing Saddles (1974): la svolta

La parodia western di Mel Brooks 'Blazing Saddles' contiene una delle scene di peti più famose della storia del cinema: cowboy attorno a un fuoco da campo che mangiano fagioli, seguiti da una cascata di flatulenza. Per il pubblico del 1974 fu uno shock — le produzioni Hollywood avevano costantemente bandito i suoni corporei dai loro film. L'era del Codice Hays (1934-1968) aveva regole esplicite sulla rappresentazione delle funzioni corporee. Dopo la fine del Codice, Blazing Saddles fu uno dei primi grandi film Hollywood a rompere esplicitamente questo tabù. Brooks disse nelle interviste che questo era esattamente il suo obiettivo: 'Volevo rompere ogni tabù nel libro.' La scena è ora materiale didattico standard nelle scuole di cinema per analizzare la rottura del tabù come tecnica comica.

La psicologia del ridere dei gag corporei

Perché le persone ridono dei peti al cinema? Le ricerche neuroscientifiche mostrano che ridere dei gag corporei attiva simultaneamente diverse regioni del cervello: la corteccia prefrontale (che registra il tabù sociale), il sistema di ricompensa (che risponde alla violazione del tabù) e il sistema limbico (che scatena l'emozione). La risata al cinema ha un amplificatore sociale: in un gruppo le persone ridono significativamente di più allo stesso stimolo che da sole. Gli studi mostrano che l'umorismo corporeo è particolarmente efficace nei bambini tra 5 e 12 anni — e curiosamente anche negli adulti che sono sotto forte stress sociale.

Pietre miliari del cinema sul peto

Dopo Blazing Saddles arrivarono altre pietre miliari: in 'Scemo & più scemo' (1994), una scena con lassativi diventa una delle scene comiche più citate degli anni '90. 'Austin Powers: La spia che ci provava' (1999) contiene una sequenza di flatulenza di diversi minuti, che divise la critica ma fu amata dal pubblico. Internazionalmente, l'umorismo sul peto è più radicato nell'umorismo britannico: la serie cinematografica Carry On (1958-1978, 31 film) lo usa regolarmente come dispositivo comico centrale. Anche l'animazione ha abbracciato il genere: il franchise Shrek, che include più scene di flatulenza, è diventato uno dei franchise animati di maggior successo.

Box office e pubblico target

Dal punto di vista economico, l'umorismo sul peto è un richiamo affidabile per determinati gruppi demografici. Le analisi dei dati al botteghino americano mostrano che i film con umorismo corporeo esplicito (inclusa la flatulenza) ottengono risultati sproporzionatamente buoni con il pubblico cinematografico di età 8-14 anni. 'Shrek 2' (2004), che contiene diverse scene di flatulenza, è stato uno dei film d'animazione di maggior successo del suo decennio. Gli studios Hollywood hanno imparato a usare questo umorismo strategicamente: una singola scena di peto può rendere un film adatto alle famiglie più attraente per gli spettatori più giovani senza perdere il pubblico adulto — purché sia ben integrata nella trama.

Lo sapevi?

Curiosità

Mel Brooks voleva originariamente usare veri suoni corporei nelle riprese di 'Blazing Saddles' — i tecnici del suono si rifiutarono. I suoni sentiti nel film furono prodotti in seguito in uno studio di registrazione, da specialisti che avevano sviluppato gli effetti dei suoni corporei come campo professionale. Questa nicchia — artisti Foley per suoni corporei — esiste effettivamente ancora oggi.

Fonti

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