Le scoregge delle capre: gas, ruminazione e metano in un curioso brucatore
Le capre sono tra gli animali domestici più antichi dell'umanità e, come tutti i ruminanti, producono gas digestivo in abbondanza. Le loro flatulenze sono una piccola ma autentica finestra su uno dei sistemi di fermentazione più sofisticati della biologia.
Perché le capre sono animali così ricchi di gas
Le capre appartengono ai ruminanti, un gruppo di mammiferi che digeriscono le piante fibrose attraverso la fermentazione microbica anziché affidarsi ai soli enzimi propri. Lo stomaco di una capra è diviso in quattro compartimenti, il più grande dei quali è il rumine, un'enorme vasca di fermentazione che ospita miliardi di batteri, protozoi, funghi e archei. Quando una capra mangia erba, arbusti, foglie o corteccia, questi microbi scompongono la cellulosa e altri carboidrati resistenti che l'animale non potrebbe mai digerire da solo. Questa fermentazione libera inevitabilmente grandi volumi di gas, soprattutto anidride carbonica e metano. Poiché le capre sono brucatrici che affrontano volentieri vegetazione legnosa e molto fibrosa ignorata da altri animali da allevamento, i loro microbi digestivi lavorano di continuo. Il risultato è un animale che genera gas digestivo giorno e notte, molto più di un non ruminante di dimensioni simili come un cane o un maiale.
Rutti contro scoregge: dove finisce davvero il gas
Sorprende che la maggior parte del gas digestivo di una capra non esca affatto dal retro. La quota di gran lunga maggiore viene espulsa verso l'alto attraverso la bocca con il rutto, un processo che gli scienziati chiamano eruttazione. Una capra può ruttare molte volte all'ora, in modo silenzioso e quasi continuo, per evitare un pericoloso accumulo di pressione nel rumine. Se questo sfogo viene bloccato, per esempio da un meteorismo schiumoso dopo aver mangiato leguminose rigogliose, il gas può accumularsi rapidamente e diventare letale nel giro di poche ore. Solo una frazione minore del gas di fermentazione, insieme al gas prodotto più in basso nell'intestino, viene rilasciata come flatulenza. Le scoregge delle capre sono quindi reali e spesso pungenti, ma rappresentano la via minoritaria. Capire questa suddivisione conta per la scienza del clima, perché il metano tanto discusso nelle capre e negli altri ruminanti viene per lo più ruttato, non scoreggiato.
La chimica delle emissioni di una capra
La miscela di gas prodotta da una capra riflette le reazioni microbiche nel suo intestino. Anidride carbonica e metano dominano per volume, entrambi prodotti della fermentazione e di microbi specializzati, gli archei metanogeni, che convertono idrogeno e anidride carbonica in metano. Sono presenti anche quantità minori di idrogeno e azoto. Il metano in sé è inodore, perciò il caratteristico odore delle flatulenze di capra deriva soprattutto da tracce di composti solforati come l'idrogeno solforato, generati quando i microbi intestinali elaborano i componenti della dieta contenenti zolfo. La miscela esatta cambia con ciò che la capra mangia: diete ricche di materiale rapidamente fermentabile o di certe piante possono alzare o abbassare sensibilmente la produzione di metano. Proprio per questa sensibilità alla dieta, i nutrizionisti studiano additivi per mangimi, foraggio ricco di tannini e integratori di alghe come vie pratiche per ridurre il metano emesso dal bestiame ruminante.
Capre, metano e la questione del clima
Benché una singola capra emetta molto meno metano di una mucca, le capre contano nel loro insieme perché nel mondo ce ne sono circa un miliardo, spesso allevate in regioni in cui sono una fonte vitale di latte, carne e fibre. Il metano è un potente gas serra, che a breve termine intrappola molto più calore per molecola rispetto all'anidride carbonica, perciò la fermentazione enterica dei ruminanti del mondo contribuisce in modo significativo alle emissioni agricole. Organismi internazionali come la FAO e l'IPCC monitorano queste emissioni e pubblicano metodi per stimarle per capo. Le capre tendono ad avere emissioni assolute inferiori ai bovini semplicemente per la loro taglia minore, ma la loro efficienza nel trasformare terreni marginali e fibrosi in cibo le mantiene centrali per l'agricoltura mondiale. Ridurne l'impronta di metano con alimentazione e selezione migliori è un campo di ricerca molto attivo.
Lo sapevi?
- Il rumine di una capra può contenere diversi litri di materiale vegetale in fermentazione brulicante di microbi.
- La maggior parte del metano di una capra fuoriesce con i rutti, non con le flatulenze.
- Il metano è del tutto inodore; l'odore del gas di capra proviene dai composti solforati.
- Sulla Terra ci sono circa un miliardo di capre, il che le rende una delle specie da allevamento più diffuse.
Curiosità
Le capre sono brucatrici così entusiaste da mordicchiare corteccia, arbusti spinosi e persino cartone, e ogni briciola di quella fibra nutre gli operosi microbi intestinali che mantengono il gas in circolo.
Fonti
- Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO) (2006). Livestock's Long Shadow: Environmental Issues and Options. FAO, Rome.
- Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO) (2013). Tackling Climate Change Through Livestock: A Global Assessment of Emissions and Mitigation Opportunities. FAO, Rome.
- Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) (2006). 2006 IPCC Guidelines for National Greenhouse Gas Inventories, Volume 4: Agriculture, Forestry and Other Land Use, Chapter 10: Emissions from Livestock and Manure Management. IGES, Japan.
- Van Soest, P.J. (1994). Nutritional Ecology of the Ruminant (2nd ed.). Cornell University Press, Ithaca.
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