📜 Storia & Cultura

Le scoregge nell'antica Roma: banchetti, editti e la dea delle fogne

I Romani costruirono strade, acquedotti e un impero, ma avevano anche opinioni decise e sorprendentemente franche sul liberare aria. Dagli editti imperiali a una dea che vegliava sulle fogne, la flatulenza lasciò un segno reale nella vita romana.

L'atteggiamento dei Romani verso la flatulenza

La cultura romana era straordinariamente franca riguardo al corpo, e la flatulenza non faceva eccezione. Nelle affollate latrine pubbliche presenti in ogni città, i cittadini sedevano fianco a fianco su lunghe panche di pietra, chiacchierando e facendo i propri bisogni con poca vergogna. Lasciar andare aria in questi spazi comuni era semplicemente parte della vita quotidiana. I Romani benestanti, però, coltivavano un'immagine più raffinata, e trattenere i venti durante un elegante banchetto era considerato segno di autocontrollo. La tensione tra la naturale funzione corporea e il decoro sociale attraversa gli scritti romani sull'argomento. I medici avvertivano che reprimere la flatulenza poteva nuocere al corpo, mentre i moralisti si preoccupavano della volgarità di un rilascio inopportuno. Questa miscela di pragmatismo medico e ansia sociale produsse alcuni dei commenti più memorabili e citati dell'antichità sull'umile scoreggia.

Claudio e l'editto del banchetto

L'aneddoto romano più celebre sulla flatulenza riguarda l'imperatore Claudio. Secondo lo storico Svetonio, Claudio venne a sapere di un uomo quasi morto per lo sforzo di trattenere educatamente i venti durante una cena. Allarmato, l'imperatore avrebbe considerato di emanare un editto che concedesse a tutti il diritto di liberare aria senza freni ai banchetti, affinché nessun ospite mettesse a rischio la salute per amore delle buone maniere. Se Claudio abbia mai davvero promulgato un simile decreto è incerto, e molti studiosi considerano il racconto satira o esagerazione. Tuttavia la storia rivela una convinzione romana genuina: che reprimere la flatulenza fosse pericoloso per la salute. L'aneddoto circolò ampiamente nell'antichità ed è stato ripetuto per duemila anni come prova che perfino gli imperatori prendevano sul serio i pericoli di una scoreggia trattenuta. Resta una delle storie di flatulenza più citate della storia.

Cloacina, dea delle fogne

L'ossessione di Roma per l'igiene diede origine a una delle divinità più insolite del mondo antico: Cloacina, la dea che presiedeva alla Cloaca Maxima, la grande fogna che drenava la città. Il suo nome deriva dal latino cloaca, che significa scarico o fogna, e in seguito si fuse con Venere come Venus Cloacina, patrona della purificazione. Un piccolo santuario a lei dedicato sorgeva nel Foro Romano, a segnare il punto in cui la fogna passava sottoterra. Sebbene Cloacina governasse i rifiuti e il drenaggio più che la flatulenza in particolare, il suo culto riflette quanto seriamente i Romani prendessero la gestione delle emissioni meno gloriose del corpo. La Cloaca Maxima stessa era una meraviglia dell'ingegneria, che trasportava via i liquami e, senza dubbio, molto metano. Onorare una dea delle fogne significava riconoscere che una città sana, come un corpo sano, deve lasciar uscire le cose.

La flatulenza nella satira e nella medicina romane

Gli autori romani attinsero alla flatulenza sia per l'umorismo sia per i consigli di salute. Il satirico Marziale riempì i suoi epigrammi di battute sulla digestione rumorosa, deridendo commensali pretenziosi e le loro pance traditrici. Il Satyricon di Petronio, sfrenato romanzo dell'eccesso, presenta il volgare liberto Trimalcione, che allegramente incoraggia gli ospiti a liberare ogni pressione gassosa a tavola invece di soffrire in silenzio, un'eco comica dell'editto di Claudio. Sul versante medico, i medici romani influenzati dalla teoria greca consideravano i venti intrappolati una vera causa di malattia. Prescrivevano cibi riscaldanti, vino speziato e rimedi erboristici come cumino e finocchio per alleviare il ventre e favorire un sano rilascio. Galeno e altri scrissero a lungo sulla digestione e sul movimento del pneuma, cioè l'aria, attraverso il corpo. A Roma, dunque, la scoreggia era al tempo stesso una battuta, una preoccupazione medica e una piccola ma rivelatrice finestra su come una grande civiltà comprendeva il corpo umano.

Lo sapevi?

Curiosità

La Cloaca Maxima, la fogna principale di Roma costruita oltre 2.500 anni fa, funziona ancora oggi come parte del sistema di drenaggio della città moderna, il che la rende uno dei più antichi monumenti al mondo ancora attivi dedicati al lasciar uscire le cose.

Fonti

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