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L'onomatopea del peto: prr, pfff e via dicendo

Pochi suoni ispirano il linguaggio umano così direttamente come la scoreggia. Le parole onomatopeiche — parole che imitano i suoni che descrivono — per la flatulenza esistono in praticamente ogni lingua conosciuta del mondo, e un numero notevole condivide la stessa struttura fonetica. Non è un caso: riflette sia la prevalenza universale del fenomeno che i modelli fondamentali dell'imitazione sonora umana.

Cos'è l'onomatopea?

L'onomatopea (anche: fonosimbolismo o mimesi sonora) descrive parole che imitano il suono che denotano. Esempi classici sono 'sfrigolare', 'scoppiare', 'mormorare' o il verso del cuculo. I linguisti distinguono tra mimesi sonora diretta (la parola suona come la cosa) e simbolismo sonoro indiretto (certi suoni scatenano reazioni associative). Le parole per il peto mostrano spesso entrambe le proprietà: il breve 'prr' imita un suono piccolo, mentre 'scoreggia' cattura la frizione dell'uscita del gas. In italiano, 'peto' deriva dal latino 'peditum' — dal verbo 'pedere' — e 'scoreggia' da un'onomatopea medievale.

Modelli globali: la fonetica del peto

Attraverso i confini linguistici, le parole onomatopeiche per il peto mostrano somiglianze notevoli. I modelli fonetici più comuni sono: occlusive e fricative labiali (P, B, F — consonanti labiali che imitano un suono di pressione), vibranti (R, specialmente la 'r' arrotolata — imitando il movimento di battitura), e vocali aperte (a, o — vocali più profonde e piene per toni più profondi). In italiano: 'prr', 'pfff', 'peto' (P+vocale). In tedesco: 'Furz' (F+R), 'Pups' (P+vocale breve). In inglese: 'fart' (F+R+T), 'toot' (T+oo). In giapponese: 'pe' (ぺ) o 'puu' (ぷう). In arabo: 'dard' (ضرط). La combinazione di consonanti F/P + R si trova in un numero notevolmente alto di lingue.

Scrittura nei fumetti: BRRRAP, PFFFFFT e altro

Nel linguaggio dei fumetti e dei cartoni animati si sono sviluppate proprie convenzioni per la scrittura dei suoni dei peti. I fumetti americani usano 'BRRRAP', 'TOOT', 'PFFFT' e 'FRRRT'. I fumetti britannici preferiscono 'PARP', 'PRRT' e 'WHIFFLE'. I manga usano frequentemente 'ぷっ' (pu) o 'ぷー' (puu). Queste scritture non sono invenzioni arbitrarie: seguono i modelli fonetici dell'onomatopea quotidiana, amplificati da mezzi visivi (dimensione del carattere, punti esclamativi, 'nuvole' visive). È interessante notare che le convenzioni dei fumetti in diverse lingue scelgono spesso consonanti simili — anche quando i significati delle parole sottostanti sono completamente diversi.

Etimologia: da dove viene 'scoreggia'?

La parola italiana 'scoreggia' deriva dal latino volgare 'excorrigia' o da una base onomatopeica medievale che imitava il suono. 'Peto' è più antico, dal latino classico 'peditum'. Entrambe le parole hanno quindi origini molto diverse — una classica e colta, l'altra popolare e onomatopeica — ma coesistono nell'italiano moderno. In modo analogo all'italiano, molte lingue hanno due filoni etimologici per il peto: uno antico e formale, uno moderno e onomatopeico. La radice indoeuropea '*perd-' (scoreggiare) è riconoscibile in molte lingue europee: tedesco 'furzen', inglese 'fart', greco 'perdesthai', slavo antico 'prĭdeti'.

Lo sapevi?

Curiosità

In un esperimento linguistico all'Università di Edimburgo, partecipanti di culture linguistiche completamente diverse (tra cui giapponese, arabo, yoruba e tedesco) furono invitati a inventare spontaneamente una parola per un 'peto piccolo e silenzioso'. Oltre il 70% usò parole con una consonante labiale (P, B, F) all'inizio — significativamente più di quanto ci si aspetterebbe per caso. La fonetica del peto sembra essere universale.

Fonti

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