Celiachia e gas: quando il glutine scatena la flatulenza
Per chi soffre di celiachia, una sola fetta di pane può scatenare ben più di un lieve fastidio. Può provocare gonfiore, crampi e un'ondata di flatulenza eccessiva, radicata in un attacco immunitario contro l'intestino tenue.
Che cos'è la celiachia?
La celiachia è una malattia autoimmune cronica in cui l'ingestione di glutine – una proteina presente in frumento, orzo e segale – induce il sistema immunitario ad attaccare la mucosa dell'intestino tenue. Il responsabile è un frammento del glutine chiamato gliadina, che l'organismo di una persona geneticamente predisposta scambia per una minaccia. Questa risposta immunitaria appiattisce progressivamente i villi, le minuscole sporgenze a forma di dito che assorbono i nutrienti. La celiachia colpisce circa l'uno per cento della popolazione mondiale, anche se molti casi restano non diagnosticati per anni. Quasi tutti i pazienti portano i geni HLA-DQ2 o HLA-DQ8, ma la sola genetica non basta; anche i fattori ambientali hanno un ruolo. I sintomi variano ampiamente, dai classici disturbi digestivi come diarrea, gonfiore e gas fino a stanchezza, anemia, perdita di peso e persino eruzioni cutanee. Per questa varietà, la celiachia è talvolta definita la 'grande imitatrice' della gastroenterologia.
Perché la celiachia provoca così tanto gas
La flatulenza della celiachia deriva direttamente dai villi intestinali danneggiati. Quando queste strutture assorbenti si appiattiscono attraverso un processo chiamato atrofia dei villi, l'intestino tenue non riesce più a scomporre e assorbire in modo efficiente carboidrati e zuccheri. I carboidrati non digeriti proseguono allora verso il colon, dove migliaia di miliardi di batteri residenti li trattano come un banchetto. Mentre i microbi fermentano questi zuccheri, rilasciano grandi quantità di idrogeno, anidride carbonica e talvolta metano – i gas che gonfiano l'intestino e fuoriescono come flatulenza. Molte persone con celiachia non trattata sviluppano anche un'intolleranza secondaria al lattosio, perché l'enzima lattasi viene prodotto proprio sulle punte dei villi danneggiati. La perdita di questo enzima significa che anche lo zucchero del latte fermenta, aggravando il gonfiore. Il risultato è un ciclo cronico di distensione, gorgoglii udibili, crampi e gas frequente, spesso maleodorante.
La diagnosi e il legame con il glutine
I medici iniziano di solito con un esame del sangue che misura gli anticorpi anti-transglutaminasi tissutale (tTG-IgA), elevati quando il sistema immunitario reagisce al glutine. Un risultato positivo viene generalmente confermato da una biopsia endoscopica dell'intestino tenue per cercare l'atrofia dei villi. È fondamentale che i pazienti continuino a mangiare glutine prima del test, perché eliminarlo consente all'intestino di guarire e può mascherare la malattia, producendo falsi negativi. Gas e gonfiore persistenti e inspiegabili sono indizi comuni che spingono a questi accertamenti, soprattutto insieme a stanchezza o anemia inspiegabile. È importante distinguere la celiachia dalla sensibilità al glutine non celiaca, che provoca sintomi simili senza il danno autoimmune, e dall'allergia al frumento, una reazione immunitaria del tutto diversa. Una diagnosi accurata è importante perché da essa dipendono cambiamenti dietetici a vita, e la celiachia non trattata comporta gravi rischi a lungo termine.
Gestire il gas con una dieta senza glutine
L'unico trattamento comprovato per la celiachia è una rigorosa dieta senza glutine per tutta la vita. Una volta eliminato il glutine, i villi intestinali si rigenerano gradualmente – spesso nell'arco di diversi mesi – e l'assorbimento migliora, riducendo di solito drasticamente gas e gonfiore. Paradossalmente, molti neofiti dell'alimentazione senza glutine notano all'inizio più gas, perché i prodotti senza glutine industriali sono spesso ricchi di fibre fermentabili, gomme e additivi che nutrono i batteri intestinali. Scegliere alimenti integrali naturalmente privi di glutine, limitare temporaneamente il lattosio mentre l'intestino guarisce e introdurre lentamente gli alimenti ricchi di fibre possono facilitare la transizione. Alcuni traggono beneficio da probiotici o supporti digestivi, anche se le prove sono variabili. Leggere attentamente le etichette è essenziale, poiché glutine nascosto si annida in salse, zuppe e snack lavorati. Con il tempo e la costanza, nella maggior parte dei pazienti la flatulenza si attenua man mano che l'intestino recupera la sua sana superficie assorbente.
Lo sapevi?
- La celiachia colpisce circa 1 persona su 100 nel mondo, eppure si stima che il 70–80% dei casi resti non diagnosticato.
- I villi che rivestono un intestino tenue sano gli conferiscono una superficie grande all'incirca quanto un campo da tennis.
- Eliminare il glutine prima di un esame del sangue per la celiachia può nascondere la malattia, quindi il test richiede di mangiare glutine prima.
- Molti celiaci non trattati sviluppano un'intolleranza temporanea al lattosio perché la lattasi risiede sulle punte dei villi danneggiati.
Curiosità
La parola glutine deriva dal latino 'colla' – le sue proteine appiccicose ed elastiche sono proprio ciò che dà elasticità all'impasto del pane, ed esattamente ciò a cui il sistema immunitario del celiaco dichiara guerra.
Fonti
- Fasano, A. & Catassi, C., Celiac Disease, New England Journal of Medicine, 2012
- Lebwohl, B., Sanders, D.S. & Green, P.H.R., Coeliac Disease, The Lancet, 2018
- Caio, G. et al., Celiac Disease: A Comprehensive Current Review, BMC Medicine, 2019